Progetto eTwinning "Climate action"

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LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE – Progetto eTwinning “Climate Action” – Italia, Portogallo, Lituania, Francia, Turchia

Le classi 3B e 3C nell’a.s. 2025-2026 stanno partecipando al progetto eTwinning “Climate Action”.

Per riflettere sull’importanza della partecipazione democratica alle decisioni che incidono sulla nostra vita le studentesse e gli studenti hanno partecipato alla COP30 a Belém grazie all’evento online organizzato dalla delegazione di Agenzia di Stampa Giovanile.

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Cartellone eTwinning 2026

Per affrontare il tema dell’impatto dei cambiamenti climatici sul territorio, delle azioni di adattamento da mettere in atto siamo partiti da una riflessione più ampia sui cambiamenti climatici.

Attività: “Cause ed effetti del cambiamento climatico”

Scopo: Partendo dalle informazioni presentate nel corso delle lezioni, realizziamo una mappa concettuale che racchiuda i principali fenomeni naturali e le attività umane che sono in relazione con il cambiamento climatico.

Obiettivi e metodi:

pensiero sistemico

senso del futuro

pensiero esplorativo

azione collettiva

Ciascuno studente lavora singolarmente ricevendo dei cartoncini con i fenomeni naturali e le attività umane che sono collegati al cambiamento climatico. I cartoncini vanno a popolare la superficie un foglio. Successivamente gli studenti collegano tra loro i fenomeni naturali e le attività umane secondo un rapporto di causa-effetto, si confrontano e lo presentano. Infine su dei post-it colorati scrivono quale può essere il loro contributo per la mitigazione dei cambiamenti climatici.

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Gli/le studenti/esse della classe 3C come tappa finale del progetto eTwinning Climate Action hanno affrontato una nuova sfida dal titolo "Resilient cities".
Hanno approfondito i concetti di isola di calore urbana, albedo e servizi ecosistemici per riprogettare un luogo a loro caro - Piazza Dalmazia - rendendolo resiliente al nuovo clima.
Gli/le studenti/esse hanno considerato gli aspetti ambientali e sociali sia per proteggere le persone dal caldo eccessivo sia per valorizzare il ricordo di chi non c'è più. Al posto di una targa in ferro, ad oggi arrugginita, in cui diventa difficile leggere anche solo i nomi delle persone vittime della strage razzista del 2011, nella nuova piazza viene creato l'angolo del ricordo.
Catia Farinelli